8 cose che non sai del tumore al seno

Il tumore al seno è un tipo di tumore che sorge quando le cellule dell’area iniziano a crescere in maniera incontrollata. La forma assunta di solito da questo cancro è quella di un nodulo che può essere identificato mediante i raggi X.

Questo tumore è maligno e durante la crescita, è comune che invada i tessuti adiacenti e si espanda in quasi tutto il resto del corpo. Sebbene questo cancro sia principalmente diagnosticato nelle donne, anche gli uomini possono esserne colpiti.

Le cellule di qualsiasi parte del corpo possono diventare cancerogene e dopo che ciò è accaduto possono estendersi fino al seno ed ai tessuti limitrofi. Anche se è spesso scoperto attraverso la presenza di noduli, ci sono altri importanti sintomi da tenere in considerazione come delle forti cefalee, il fatto che il seno abbia subito un inspessimento dei propri tessuti, sia rigonfio e presenti eruzioni cutanee intorno al capezzolo. Nella sezione seguente vi porteremo a conoscenza di alcune informazioni che probabilmente non conoscete.

Trattamenti con le radiazioni

Anche se ogni donna ha delle possibilità di sviluppare un cancro al seno, il rischio diventa relativamente più alto per coloro che, durante l’infanzia o l’adolescenza, sono state esposte a trattamenti a base di radiazioni nell’area del torace.

Questa esposizione spesso è dovuta a trattamenti realizzati per curare altre tipologie di cancro. Quindi, coloro che sono state esposte a tali trattamenti in giovane età dovrebbero consultare il medico ed effettuare tutti i controlli necessari.

Espansione da varie parti del seno

Solitamente il cancro al seno inizia a svilupparsi in diverse parti. Molte di queste cellule cancerose iniziano a proliferare in prossimità dei dotti che portano il latte ai capezzoli. Altre invece possono sorgere direttamente nella ghiandole stesse coinvolte nella produzione di latte.

Alcuni ulteriori tipi di tumore che sorgono nella stessa area e sono osservati nelle donne, sono noti come sarcomi e linfomi, sebbene non siano molto comuni e spesso nemmeno considerati effettivamente tumori al seno.

Menopausa tardiva

Sono tanti i casi in cui le donne che hanno sperimentato la menopausa dopo i 55 anni hanno sviluppato tumori al seno e questa stessa regola vale anche per le donne che hanno avuto il primo ciclo mestruale in giovane età, prima del compimento dei 12 anni.

A causa di questo maggiore rischio, le donne con più di 40 anni dovrebbe effettuare personalmente e con frequenza palpazioni manuali del seno per identificare noduli sintomo di cellule cancerogene, se presenti. Altro strumento preventivo per garantire l’assenza di anormalità è la mammografia, analisi utile ad ogni donna, ma fondamentale per tutte coloro che stanno vivendo il periodo della menopausa.

Utilizzo di metodi contraccettivi

Sebbene non vi sia evidenza scientifica che tutte le donne che hanno utilizzato metodi contraccettivi ormonali siano maggiormente soggette al cancro al seno, i ricercatori suggeriscono che l’uso di prodotti con contenuto elevato di sostanze chimiche e progestina (soprattutto quelli iniettabili), possano aumentare il rischio di nascita di una cancro al seno rispetto a coloro che non ne hanno mai fatto uso, oppure solamente un uso moderato.

La ricerca indica inoltre che tale rischio non è permanente e sparisce dopo che la donna ne ha interrotto l’assunzione. A fronte di tutto ciò, è raccomandabile l’utilizzo di sostanze che siano sicure e che vadano assunte per via orale.

Terapia ormonale successiva alla menopausa

Molto spesso le terapie ormonali posteriori alla menopausa possono incrementare il rischio di tumore al seno. Con terapia ormonale si intende la combinazione di diversi ormoni come progesterone ed estrogeno e l’alterazione dei loro livelli.

In tutti i casi questo fattore di rischio non è permanente. Come per i contraccettivi, il rischio di causare un cancro al seno torna a livelli normali dopo un periodo di pausa dal trattamento. Se vi trovate quindi durante la menopausa e state pensando di intraprendere una cura ormonale, potrebbe essere saggio discuterne col vostro medico prima di intraprendere qualsiasi decisione.

Tessuti del seno inspessiti

Medici e professionisti sanitari spesso collegano una densità dei tessuti del seno con un maggiore rischio di sviluppo di tumori. Oltre ad aumentarne il rischio di insorgenza, il tessuto inspessito rende ancora più difficile l’identificazione dei noduli.

Nel tentativo di fare i conti con il problema e combatterlo, molti stati hanno sancito con decreti legislativi che i medici dovrebbero immediatamente rivelare alle pazienti i risultati delle mammografie nel caso venga riscontrato un inspessimento dei tessuti.

Non abbiate remore nel consultare il vostro medico se viene riscontrato un gonfiore dei tessuti durante la vostra prossima mammografia e fatevi consigliare sulla maniera più efficace per combattere tale sintomo.

I Noduli non sono i soli sintomi del cancro al seno

Anche se il sintomo principale per la diagnosi del cancro al seno è la presenza di noduli, circa l’80% di questi risultano essere benigni.

Altri sintomi possono includere prurito persistente sul seno e nelle zone adiacenti, o una piccola protuberanza (simile ad una puntura di insetto) sulla pelle, che fuoriesce nella zona del capezzolo. In tutti i casi, qualora capitasse di notare dei cambiamenti strani ed inspiegabili al vostro seno, questi potrebbero essere dei potenziali sintomi.

Diventa fondamentale quindi prendersi cura costantemente della questione e se qualsiasi sintomo dovesse persistere per più di due settimane, sarebbe saggio consultare il vostro medico. Anche nel caso di escrescenze o protuberanze, sarà utile cercare quelle di piccole dimensione che siano al contempo sode ed immobili. Potrebbero sembrare delle biglie, simili ad un pisello congelato o qualsiasi altro oggetto duro e fermo al suo posto.

Sebbene una cosa del genere possa non suggerire prontamente di trovarsi di fronte ad un cancro, qualora non si rimpicciolisca o anzi, si ingrandisca durante le successive due settimane, chiedete immediatamente un parere medico.

Consumo di bevande alcoliche

Le donne che fanno uso di sostanze alcoliche corrono maggiori rischi che gli venga diagnosticato un cancro al seno. Il rischio è comunque proporzionale alla quantità ed al contenuto percentuale di alcool nelle bevande.

Quando tali soggetti sono paragonati a donne astemie, quelle che bevono una bevanda alcolica al giorno sono soggette ad un lieve incremento del rischio.

Inoltre, quelle che assumono tra le due e le cinque bevande alcoliche al giorno, vedono raddoppiare la percentuale di rischio rispetto a quelle astemie. È importante ricordare che il consumo eccessivo di bevande alcoliche può causare lo sviluppo anche di altre tipologie di tumori.

Dovuto a tutto ciò, l’associazione americana per la cura del cancro raccomanda di non assumere più di una bevanda alcolica al giorno.